In praise of freedom and of who keeps his sit (during ‘the’ interview)

frostnixon
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Letture e visioni

amore_yasushi Il titolo non c’entra nulla. Sono stata ingolosita dal “Fucile da caccia” (1949), e dalla ‘sovrana maestria’ della narrazione di Yasushi che mi ha spolpata fino alle lacrime due anni fa, durante una traversata transoceanica. Ho trovato questa prova successiva (1950) un po’ meno sottile, meno amletica, meno straziante. Per quanto abbia esultato leggendolo d’un fiato (catartico), a una settimana di distanza sento che perde velocemente di persistenza. Se mi servissero un racconto come si fa con una bistecca e mi chiedessero “come lo vuole?”, io risponderei senza esitazione “ben cotto”. Ecco, “Ai” è leggermente al sangue. Ma servito con emozionante sapienza.

Sottolineatura: “Avevo cominciato un progetto di vita insieme a te come moglie, che speravo felice e duraturo, ma mi sono resa conto che non è possibile. In realtà dal giorno del nostro matrimonio fino a ieri pensavo che lo fosse. [..] Ma oggi mentre ammiravo la strana, fredda bellezza del giardino di rocce del Ryoanji che mi avevi portato a vedere, non so perchè ho provato disgusto per me stessa e per il miei compromessi. […] Quel tranquillo giardino di rocce e sabbia ha portato via la mia debolezza e mi ha resa forte, persino spietata.[..] In questa occasione ti prego anche di perdonarmi per averti nascosto alcuni incidenti sentimentali che fanno parte del mio passato.” (da “Sekitei” – Giardino di rocce)
“Anniversario di matrimonio”, il racconto successivo, è il più intrigante.

“Si era tra novembre e dicembre, in una prolungata estate di San Martino. Quel mare cimiteriale e raccolto veniva a terra tra le prue in lunghi tramonti “. Lirico, promette, ma non riesce ad essere arioso. Generoso eppur laconico. Roccioso. Aspro. Doloroso. Antico e molto molto molto maschile. Per me, una piccola sfida. attesa_sul_mare
vuoti_a_renedere Mi aspettavo un film accogliente ed ironico, invece mi sono sentita scomoda, c’era dell’altro. Un ritratto di quello che tutti (tutte le coppie, pardon) non sappiamo se augurarci o scongiurare per la nostra “vecchiaia”. O che si verifichi per la prima volta solo allora. Hanno scritto che è un film sul ‘dopo’ (dopo il lavoro, dopo l’idillio matrimoniale). Ma non posso non rimanere colpita dal ‘prima’, che attraversa in trasparenza, sotto forma di rimprovero, tutto l’articolarsi della storia. Generoso, imperfetto, esagerato e impietoso, specie sul finale.
Ci voleva. si_puo_fare

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Due finestre sulla storia recente, diversissime per tratto, tinte e passo della narrazione: ad entrambe va appuntato l’eguale merito di prestare attenzione a snodi importanti di conflitti politici e sociali ancora in corso ed ancora brucianti. Che la graphic novel sia un’intrepretazione della storia e non ambisca ad esserne la limpida trascrizione (per quanto un episodio così controverso possa ammetterla) è talmente evidente nella scelta stessa del genere, del significante, che l’autore non poteva essere più onesto. L’approfondimento e la documentazione sono responsabilità in capo a chi esce dalla sala, gli spunti non mancano di certo.

valzerbashir milk

Open (?) innovation da Telecom Italia

Mi ci sono imbattutta per caso mentre sbattevo da una parte all’altra del sito della TIM e si fregia del nome di Next Open Innovation. A quanto pare è stato lanciato ieri,

24-10-2008
Nasce next open innovation, una comunità per chiunque ha passione per l’innovazione e vorrebbe condividere le sue idee con gli altri.”

ma in molte parti il sito sembra ancora in fase di costruzione (gli utenti sembrano fittizzi e non tutti i link sono attivi).

La dichiarazione di intenti (vagamente agiografica..) invoca la cultura della condivisione e del remixing, l’apertura verso l’esterno, la potenzialità della rete internet come motore e piattaforma di innovazione (mia enfasi):

Il mondo delle telecomunicazioni e più in generale della rete internet é una dimensione straordinaria per abilitare l’innovazione, con tutte le sue nuove ed emergenti capacità.
Il Gruppo Telecom Italia nel corso degli anni ha sviluppato in modo estremamente coerente, mirato ed efficace la politica dell’innovazione dei servizi per telefonia mobile, broadband, web, media.
L’inizio del ventunesimo secolo é dominato dal matrimonio di internet con la mobilità. É la convergenza: una “nuova era” in cui tutto si mescola. Tutti i diversi mezzi di comunicazione (tv, telefono, telefonino, computer e media) convergono in un unico canale: la grande Rete internet.
Da questa “nuova era” nascono tutte le altre convergenze: di servizio, di business, di tecnologie, in un turbinio d’innovazione sempre più rapida.
Con Next intendiamo “aprire” la nostra innovazione verso tutte le persone che amano le novità tecnologiche e di mercato, animate da una forte curiosità che fa loro da guida nello sperimentare e raffinare nuove idee e nuovi servizi nel campo delle applicazioni di comunicazioni e più in generale nelle tecnologie di comunicazione collegate ad Internet.
La nostra é una vera e propria comunità online, creata e gestita direttamente da chi ogni giorno si confronta in contesti competitivi molto elevati e che fa dell’innovazione il proprio “credo”: il Gruppo Telecom Italia.
Next si rivolge a tutti voi, a prescindere dal fatto che siate Clienti di altri operatori.
Motore di questa iniziativa, sarà la curiosità, la voglia di scambiare idee e opinioni, di provare cose sempre nuove.
Voi potrete essere gli sperimentatori delle realtà tecnologiche del prossimo futuro.
Siete pronti a “cambiare il futuro” ed entrare nel mondo di Next Open Innovation?

Allora, siamo pronti? Ecco cosa ci aspetta: (dalle note legali)

“2. Diritti d’autore suoi contenuti di questo sito web
I Contenuti divulgati da Telecom sul sito, i Servizi ed i relativi Diritti di Privativa sono di proprietà intera ed esclusiva di Telecom Italia, che si riserva tutti i diritti. In particolare i Contenuti ed i Servizi non possono, né totalmente né in parte, essere utilizzati, modificati, tradotti, elaborati, oscurati, decompilati, disassemblati o altrimenti essere oggetto di analisi della relativa codifica struttura logica e/o architetturale (“reverse engineering”), copiati, riprodotti, trasferiti, scaricati, pubblicati, distribuiti, diffusi in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo dall’Utente, salvo per l’eventuale utilizzo esclusivamente personale per fini di valutazione, prova e/o sperimentazione da parte dell’Utente di Contenuti e/o di Servizi, se e nei limiti espressamente consentiti da Telecom Italia con separate rispettive licenze espresse in questo Sito o da norme inderogabili di legge.

3.Materiali inviati dall’utente.
L’utente potra’ inviare sul sito web, ovvero inserire e/o caricare tramite upload, fotografie, video ed altri tipi di immagine, file di documenti e/o di dati, materiale sonoro, ecc.
Tutti i materiali inviati dall’Utente, secondo le modalita’ sopra indicate,saranno ritenute di natura non confidenziale. Telecom Italia , pertanto, non avrà obblighi di alcun tipo rispetto al Materiale Utente e sarà libera ed avrà tutti i diritti di riprodurlo, usarlo per qualsiasi scopo, rivelarlo, mostrarlo, trasformarlo, tradurlo, farne elaborazioni o opere derivate, pubblicarlo, distribuirlo, diffonderlo, in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, e consentire a terzi l’esercizio dei suddetti diritti, come Telecom Italia riterrà opportuno a sua esclusiva discrezione, senza limiti, obblighi o vincoli e senza nulla dovere all’Utente; in particolare Telecom Italia sarà libera ed avrà il diritto di utilizzare e consentire a terzi di utilizzare tutte le idee, i concetti, il know-how e le conoscenze scientifiche, tecniche, artistiche, industriali, commerciali e/o di qualsiasi altra natura contenuti nel Materiale Utente, per qualsiasi scopo, incluso, senza ad esso essere limitato, lo sviluppo, la produzione, la fornitura la vendita e/o altra commercializzazione di prodotti e/o servizi, senza limiti obblighi o vincoli e senza nulla dovere all’Utente.
L’Utente che invia Materiale Utente: (a) concede a Telecom Italia una licenza irrevocabile, illimitata e gratuita, con diritto di sublicenza a terzi, su qualunque suo Diritto di Privativa nella misura necessaria per l’esercizio dei suddetti diritti di Telecom Italia relativamente a detto Materiale Utente, per tutta la durata della vigenza in vigore di detto Diritto di Privativa (b) si assume piena ed esclusiva responsabilità per detto Materiale Utente e relativi contenuti, in particolare ne garantisce l’assenza di violazioni di Diritti di Privativa e di altre lesioni di diritti altrui; e (c) accetta di tenere indenne Telecom Italia da qualsiasi azione da parte di terzi in relazione a tale Materiale Utente.”

Enjoy!

Il peso delle parole


In un recente articolo pubblicato dall’Economist si dice che il 6% delle vendite di Amazon è realizzato da e-books. Ancora i display digitali (Electronic Paper Display) sollevano critiche legate vuoi all’uso blindante del DRM o al prezzo. Il lettore Iliad della Philips ha scelto di disintegrarsi dall’uso di un solo formato e il prezzo di per sè alto per un single purpose device (600€ circa con la connessione wifi), tutto sommato, potrebbe dirsi recuperabile dal costo ridotto della versione digitale di un libro rispetto a quella cartacea (40% c.a.). Dall’altro canto una nuova pratica si diffonde, ovvero la stampa di libri on demand (PoD), che è sintomatico di un indomito attaccamento del cittadino del nuovo millennio al possesso dell’oggetto materiale. Il dato a cui si può forse far riferimento per misurare il successo del supporto cartaceo nel corso del processo di digitalizzazione è il consumo procapite di carta. Noi europei siamo passati da una media di 100 kg procapite all’anno, nel 1992, a 132 kg nel 2005 (http://earthtrends.wri.org/). Certo gli schermi che abbiamo usato finora non hanno mai ambito a riprodurre l’effetto carta, così come gli EPD vorrebbero. Vedremo se ci lasceremo convincere o se altri fattori, come la durevolezza e la trasmissibilità tipica degli oggetti fisici avranno un ruolo determinante nel decidere il destino del libro. Il che non comprometterebbe il successo commerciale degli EPD, che potrebbero inserirsi come supporti complementari e non sostituti.

The world largest screen

screening room

“I used to think that everybody was adopted from out of space, that before we were born we were just little seeds, floating around in this sky, waiting for someone to come and get us..”

Sono le prime parole della voce narrante in “The Danish Poet” ( Torill Kove, 2007 Academy Award for Animated Short), un cortometraggio animato visibile da pochi giorni nel nuovo canale di You Tube dedicato al cinema indipendente: quello che esce dai festival, che spesso è corto (15 min), poco apprezzato dai canali di distribuzione ‘tradizionali’ e che continua a vagare nello spazio come i semini platonici di Kove finchè qualcuno non lo acchiappa e lo porta fino alla sua audience, migliaia di occhi e anime da fecondare (nel caso di questo corto, 334.763, so far). Pare che YT stia selezionando, organizzando, canalizzando la propria offerta perchè il modello ‘dancing cat’ non attrae abbastanza visitatori e quindi sufficienti introiti pubblicitari. Non è dato sapere se la nuova intuizione funzioni dal punto di vista economico ma, anche solo a una settimana dal lancio, ha il merito di aver portato sullo schermo più grande del mondo quattro cortometraggi deliziosi. Da vedere, assolutamente, per chi mastica un po’ l’inglese. La qualità dell’immagine è  buona. Il progetto è caricarne 4 nuovi ogni due settimane, dando la possibilità di comprarli direttamente dal sito. Mi piace l’idea del canale, ma non ho analizzato il funzionamento del modello, non so se i filmakers ci guadagnano e come: mi sono fermata al piacere intenso di vedere 4 bellissime ‘pellicole’ e non mi riesce difficile immaginare gli artisti, emozionati, a monitorare il contatore delle views. Tanto basta, per ora.

Il mercato della conoscenza

University of Queensland Stavo leggendo un report sullo stato dell’editoria nel 2007 (dati del 2006) pubblicato dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori e mi cade l’occhio sulla classifica degli editori per fatturato, a livello mondiale: al primo posto troneggia Elsevier Science, una divisione della Reed Elsevier Corporation che gestisce la pubblicazione di riviste nel settore medico, scientifico, tecnologico. Le riviste scientifiche sono un particolare prodotto editoriale, perchè non prevedono nessun compenso in denaro per gli autori degli articoli, nè tantomeno per i colleghi che si incaricano della revisione e selezione degli stessi. La distribuzione degli articoli avviene principalmente in formato elettronico previa sottoscrizione di abbonamenti da parte di università, enti di ricerca, imprese (in parte minoritaria). Elsevier Science ha una quota che ammonta grossomodo al 25% del mercato di questo tipo di prodotti, la cui funzione è far circolare la conoscenza tra la comunità dei ricercatori, che ne produce via via di nuova e migliore (si pensi per semplicità alla ricerca medica) e da quest’ultima a chi poi la trasforma in applicazioni. Per questo servizio dai costi di produzione e distribuzione sostanzialmente nulli, Elsevier si fa pagare 2,236 bilioni di Euro, più di qualunque altro editore (fatturato De Agostini: 1,6b€, Mondadori: 0,44b€). Opprimendo i bilanci delle università e la libertà di ricerca dei ricercatori, compromettendo la qualità stessa della ricerca prodotta, aumentando i divari tra gli atenei e in ultima analisi alzando quelle barriere all’accesso e alla circolazione del sapere e delle informazioni che si dice di voler rimuovere. E’ questo il mercato della conoscenza? Chi si sta arricchendo? In che modo?