Monthly Archives: February 2009

In praise of freedom and of who keeps his sit (during ‘the’ interview)

frostnixon

Letture e visioni

amore_yasushi Il titolo non c’entra nulla. Sono stata ingolosita dal “Fucile da caccia” (1949), e dalla ‘sovrana maestria’ della narrazione di Yasushi che mi ha spolpata fino alle lacrime due anni fa, durante una traversata transoceanica. Ho trovato questa prova successiva (1950) un po’ meno sottile, meno amletica, meno straziante. Per quanto abbia esultato leggendolo d’un fiato (catartico), a una settimana di distanza sento che perde velocemente di persistenza. Se mi servissero un racconto come si fa con una bistecca e mi chiedessero “come lo vuole?”, io risponderei senza esitazione “ben cotto”. Ecco, “Ai” è leggermente al sangue. Ma servito con emozionante sapienza.

Sottolineatura: “Avevo cominciato un progetto di vita insieme a te come moglie, che speravo felice e duraturo, ma mi sono resa conto che non è possibile. In realtà dal giorno del nostro matrimonio fino a ieri pensavo che lo fosse. [..] Ma oggi mentre ammiravo la strana, fredda bellezza del giardino di rocce del Ryoanji che mi avevi portato a vedere, non so perchè ho provato disgusto per me stessa e per il miei compromessi. […] Quel tranquillo giardino di rocce e sabbia ha portato via la mia debolezza e mi ha resa forte, persino spietata.[..] In questa occasione ti prego anche di perdonarmi per averti nascosto alcuni incidenti sentimentali che fanno parte del mio passato.” (da “Sekitei” – Giardino di rocce)
“Anniversario di matrimonio”, il racconto successivo, è il più intrigante.

“Si era tra novembre e dicembre, in una prolungata estate di San Martino. Quel mare cimiteriale e raccolto veniva a terra tra le prue in lunghi tramonti “. Lirico, promette, ma non riesce ad essere arioso. Generoso eppur laconico. Roccioso. Aspro. Doloroso. Antico e molto molto molto maschile. Per me, una piccola sfida. attesa_sul_mare
vuoti_a_renedere Mi aspettavo un film accogliente ed ironico, invece mi sono sentita scomoda, c’era dell’altro. Un ritratto di quello che tutti (tutte le coppie, pardon) non sappiamo se augurarci o scongiurare per la nostra “vecchiaia”. O che si verifichi per la prima volta solo allora. Hanno scritto che è un film sul ‘dopo’ (dopo il lavoro, dopo l’idillio matrimoniale). Ma non posso non rimanere colpita dal ‘prima’, che attraversa in trasparenza, sotto forma di rimprovero, tutto l’articolarsi della storia. Generoso, imperfetto, esagerato e impietoso, specie sul finale.
Ci voleva. si_puo_fare